Stefania Dell’Aquila Stefania

POESIA: Sentire

La terra piange i suoi vivi,
il cielo non ha più porte, sfondate da brandelli di corpi in pena.
Dolore infinito, inflitto e subìto,
rigagnoli di lacrime come perdite da chiudere in fretta, per aprire pianti nuovi di delitto sempre in credito.

Non c’è fine, né mai ci sarà, al penare al pensiero di un dolore redivivo.
Occhi, fessure semiaperte sul dolore in scena.
L’attimo brucia violento,
si accomoda l’odio nell’accomodante pensiero
che la vita degli altri non ci appartiene.

Oculati e occulti, testimoni, tendiamo al misfatto mascherato da fatto.
Morti. Come tanti, altri.

Anche noi, nel finir dei giorni, andremo erranti nel dolor di quelli. – 03/02/2017

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michaela gabriele

POESIA: Hai pesanti barlumi di luciditÃ
In un mondo affogato nel l’ilaritÃ
Al dunque il giorno non volge
Una noia assetata stravolge
Se la pietra non è immobile
Il sasso mi assale
La pietra focale
Dammi pena
Dammi dolore
Finché quell’istante in cui si muore
Si imprima nella mente
Di questo stupido presente
Agguanta l’essere
Afferra il segno
Il senso di questo disegno
Che di divino non ha nulla
Se non si parte dalla culla
Non si parla che di niente
Meglio il pianto che il riso indifferente
Urla di furore
Straziano il cuore
Ecco l’evento
Ecco l’amore
Eco… anche tu
A fare rumore – 03/02/2017

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Domenico Ancona

POESIA: IL TRADITORE.

Ero certo di aver trovato un grande amico.
Con il passar del tempo mi accorsi di avere dietro alle mie spalle un acerrimo nemico. Con il suo smagliante sorriso m’ingannava, mentre con le gentil parole m’infangava. Quell’uomo, tanta rabbia aveva dentro, poiché l’amor di Dio aveva perso da qualche tempo. A tanta gente il male ha fatto, e a causa di questo la sua anima ha disfatto. Il suo tenero cuore ha venduto, a quel brutto demone che con insistenza l’ha posseduto. La sua salvezza oramai ha perso, a causa della sua brama di successo. A questo punto, io povero e deluso voglio restare, ma al cuore di Dio senza vergogna voglio guardare.

Domenico Ancona

– 03/02/2017

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Michela Recupero

POESIA: Voce del tuo silenzio

Sei tornato a sorridere
proprio quando stavi smettendo di vivere.
Quanta paura avevi delle emozioni mentre quel raggio di sole illuminava i tuoi occhi.
Una luce intensa varcava la tua anima legata
lo sentivo, perché di te ero innamorata.
Con fatica hai alzato gli occhi quel giorno per incrociare il mio sguardo
Dopo anni di attesa sono qui
ti vedo e aspetto il tuo traguardo. – 03/02/2017

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Mario Vassalle

POESIA: Il mazzo di fiori
Dove
l’erba verde
copriva
serenamente
i tumuli
adorni di fiori,
ora sporgi,
solitario,
sulla desolata
distesa di neve
che ha fatto
sparire
le tombe del campo
sotto un sudario
di gelo.
Piegato
dalle folate
di un vento
freddo e pungente,
oscilli penosamente,
allo stesso tempo
fragile e rigido.
Il grigiore pesante,
che pervade
le nuvole basse,
il vento
e la neve,
smorza
i tuoi già svaniti
colori.
Eri il testimone
di affetti
che,
contro ogni ragione,
rifiutano
il distacco
finale.
Il legame
con cui
le emozioni
fanno vivere
quello che
non é più.
Il ricordo
che ingentilisce
l’angoscia.
Ma ora
sei tu stesso
abbandonato,
stretto
nella morsa
spietata
in cui
la natura stessa
sembra
non aver più
vita
o speranza.
– 03/02/2017

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benedetto bianchi

POESIA: (A mio padre)

Al filo legato sottile dell’anima
l’abbraccio materno del grembo
ho attraversato
cercando il tuo sostegno.

E l’ho trovato nel pensiero
e nell’anelito di vita,
nel delicato tocco del tuo
amore.

Rinato nella voce
come fiore dal seme
di maturata chiamata dal mondo dei Vivi:
la mia,
che posto hai nel nome.

E tendo quel palpito
della mia sposa al frutto,
la spada
per la terrena vita. – 03/02/2017

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Enrico Adduci

POESIA: QUANDO VIVO?

Si consuma il futuro
giorno per giorno, inevitabilmente,
e diventa il presente,
ma, non appena che c’è diventato,
già non è più presente, è già passato.

E io, a capire questo non ci arrivo:
ho vissuto e vivrò, ma quando vivo?

– 03/02/2017

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Pasqualina Sorrentino

POESIA: A te, sarta di Vita
Tu cuci ogni ferita
giorno e notte
notte e giorno
è di lei che vuoi il ritorno
rammendare
è il tuo mestiere
ricucire
le sue pene
notte e giorno
senza sosta
or rattoppi
giorni infranti
senza fine è il suo dolore
si dell’ago il suo filo
senza sosta
notte e giorno
rammendi il cuor
di lei
i sui ricordi
ammendi
vuoti
come i suoi occhi
lacerati come le sue vesti
rammenti anime sole
Sole di chi non vuole
Luce.
– 03/02/2017

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ALDO RONCHIN

POESIA: PAROLE SOTTILI
sembrava così facile,credere ad una bugìa,
sotto un cielo senza regole per non andare via,
tra le mani una canzone,per alzarmi in volo
nella testa un sogno inutile rimasto ormai da solo.
Per terra una valigia e chiusa dentro un illusione,
magari da dimenticare nell’atrio di una stazione
e i ricordi che mi rincorrono, a farmi sentire il peso
di promesse mai mantenute sopra un lenzuolo teso.
Ne ho consumati di passi,su marciapiedi di follìa
dove era il buio a nascondere la mia malinconia,
quando pensavo di poter respirare
aria nuova sotto il cielo sereno,
quando pensavo che allungando le mani
avrei toccato l’arcobaleno.
Ma avevo dentro parole sottili,
consumate dal troppo amore
che si spezzavano in silenzio
rotolando ai confini del cuore.
NO!! a volte non bastano occhi distratti
per fingere di non vedere
e nemmeno labbra socchiuse
per credere di riuscire a tacere.
Lo so!! sarebbe stato più facile credere ad una bugìa
ma io le avevo le mie regole…e sono andato via. – 03/02/2017

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Gianfranco Caraccioli

POESIA: Cala acropoli!

Strappi di luce infuocata
Incatenata ancora al crepuscolo
tinge di porpora ogni angolo percepito!

Alte colonne di pietra sulla collina
filtrano ombre
come tastiera di un muto pianoforte!

Lontano ..sul mare..dove si perde il cielo
nuvole sinuose
migrano in fila
e su rocce incastonate sulla sabbia
cormorani dispiegano ali nere al vento
e aleggiano..
a catturare gli ultimi tepori
di un giorno
ormai andato!

– 03/02/2017

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