Bernardo Patrignani

POESIA: Lo sfuggevole non è detto che si possa trattenere, ma toccare sì. È come un pellegrino dopo ore di cammino preso dallo sconforto alza lo sguardo, ma non vede la meta. Cosa vede? Vede la bellezza del creato che prende forma nel suo viso con i caratteri dello stupore. Non può trattenere una così tale bellezza con click! Ma porta con sé l’esperienza che ha vissuto, un tesoro ineguagliabile che non ha prezzo, ma ha il costo della fatica nel raccontarla e nel raccontarsi. Perché la bellezza non può essere trattenuta. Lo sfuggevole è l’immagine di quel pellegrino che è rapito da tale tanta magnificenza. In un gesto la sua mano tende accarezzare un viso di una dolce creatura dalle vesti così candide, ma che poi svanisce. Lo sfuggevole è la mano di un pellegrino assetato che la immerge in un piccolo fiume. Sveglia dei sensi e sveglia del cuore, intorpidito dalla vita. Gli occhi del cuore si aprono e vedono di nuovo l’unicità di tale bellezza. – 30/01/2017

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Liliannys Gonzalez Hernandez

POESIA: L’amore scorre
Senza fretta
Il fiume
Lasciando al paso
Traccia del passaggio
Che piano piano se divide
In piccole e grandi buche
fino a quando
Di quest’amore
Rimane un filo
Che poi si spezza.

L’anima sospesa
Al corpo
Occupa spazio
Con le radice
Si afferra alla vita
Il silenzio del peccato
Lo abbandona nei pensieri
Prendo un’altra vita
Sperando sia meglio
Mi risveglio credendo di
Consumare un’altra vita.
– 30/01/2017

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biancastella maienza

POESIA: Da qualche parte dietro le nuvole…ci siamo noi…con i nostri pensieri…il nostro tempo,,da qualche parte dietro le nuvole…tutto si trasforma in sole…tutto si dipinge in aria,…e qualcuno…da qualche parte..dietro le nuvole..si perde contemplando la luce.. – 30/01/2017

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Emanuela Manno

POESIA: Come dipinta di buio
I miei occhi che ora non puoi vedere come in quell’istante, sono aperti ; e sono lì…. che ti guardano.
Ricordo faceva freddo.
La neve cadeva e si atticchiva al suolo come la tua anima al mio cuore,nel rumore delle macchine nei passi svelti della gente difronte a noi il fascino di una città dal ventre eterno ci meravigliava l’aquila che tiene tra gli artigli un osso di gigante a conferma delle antiche origini ci regalava ad ogni respiro un orgoglioso sapore di appartenenza.
E tu… tu mi dicesti una cosa buffa :”Sai che la paura si può soffocare con i baci ?” E io rispondevo :”Allora soffocami di baci!” E i minuti passavano in fretta come i sogni tenuti stretti nei nostri pugni infreddoliti, infilati in quella tasca troppo piccola per tutte e due . E ti stringevo … Dio come ti stringevo.
Un vecchio casale un arco ad incorniciarne l’entrata ricoperto d’edera accese una musica lenta dentro di noi ;si chiama meraviglia …. E ballavamo ….ed io avevo la bocca vicino al tuo collo e mi reggevo a te sussurando piano nella tua poesia preferita . L’ultima cosa che ho visto era l’infinito dei tuoi occhi .
Ho gli occhi chiusi ma ancora ti vedo….. – 30/01/2017

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Gino Tumminia

POESIA: Memorie di un nottìvago
Sospeso tra un legionario e Robin Hood
a bordo di una zattera raminga,
salpai con bisturi e cognac verso sud:
«Nessun vento benigno che mai spinga
al termine del viaggio e della notte,
per me la sifilide e lo sberleffo
di esser sposo di tutte le mignotte
e fratello di ogni pessimo ceffo…
Finalmente Africa! come Arthur Rimbaud.
Addio alle armi! della marcia civiltà.
Passo dopo passo purtroppo cadrò,
cercando allo scolo la verginità:
splendo fino a incontrarmi sconosciuto
che mordo sbronzo oscurità da cieco,
e indocile paradiso perduto
in tutto ciò che esiste di più bieco
ritroverò poi dentro un bacherozzo
sulle stelle sotto il fondo di un pozzo…»,
stramazzai verso l’alto per levit
al canto imberbe di codesti versi:
angelo sporco e puro di libert
con tutto il cielo e la mota da bersi.
Ma oltre le falde del sonno non trovai
che un firmamento d’unta tenebria
senza supernove, solo macellai
satolli in una greppia d’agonia…
e che resta alla semovente argilla
di meno falso del ritorno finto
ad accudire gatti e clorofilla
per l’ultimo atto del mistral dipinto?
– 30/01/2017

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CLAUDIA NITOPI

POESIA: AMORE VERO
L’amore che nasce dal cuore, come l’acqua dalla fonte.
L’amore che si scorge fissandosi profondamente negli occhi, che si scorge nel profondo dell’anima.
Che si eleva lentamente dal più profondo e intimo volere.
Che è vero, sincero
Che piace a Dio e a me. – 30/01/2017

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Chiara Trompetto

POESIA: Post Scriptum

Post scriptum
post qualcosa
come un tempo
fuori onda
come un luogo
fuori luogo
quel pezzo di paesaggio
fuori dall’inquadratura
nella foto didascalica
per ricordarsi
anche le cose inconsistenti
che scivolano via
senza aggrapparsi alla memoria
Post scriptum
come il paragrafo
il finale del finale
di un racconto, di una storia
un espediente per nascondersi
dietro al velo di un ritardo
nella speranza che chi legge
vi ponga più attenzione
Preferisco la poesia
e il coraggio
di usare le parole
in un istante,
da leggere d’un fiato
o lentamente
una porta, aperta e senza chiave
su un terrazzo in pieno sole
una finestra spalancata
una freccia dritta al cuore
che non può far male. – 30/01/2017

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Mariagnese Bellardita

POESIA: Oggi sei nata….
e già sei sola…
piccola bimba indifesa.
Il tuo primo respiro
è stato per dire addio
a colei che te lo ha donato.
Hai aperto gli occhi alla vita…
hai pianto alla vita…
hai allungato le braccia al mondo….
ma lei non era più lì ad aspettarti.
Ha reciso quel cordone ombelicale
che ti ha legato a lei per 9 mesi….
e con le spalle curve….il volto chino e
senza voltarsi mai,
se né andata per sempre.
Per sempre…una parola che rimarr
impressa nel tuo cuore
come un marchio di fuoco
….e tu, piccola bimba indifesa,
potrai solo piangere <3 <3 <3
Mariagnese – 30/01/2017

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angela giannelli

POESIA: Angela Giannelli presso Auschwitz Memorial / Muzeum Auschwitz.

Se un binario potesse parlare
ne avrebbe di cose da raccontare,
di prigionieri andati a morte
per una conta, per malasorte.
Di uomini e donne con la pelle scura
che immaginano una terra
che non gli fa paura.
Di ragazzi e ragazze pronti a partire
con i bagagli di sempre
e la voglia di avvenire.
Se un binario potesse parlare
direbbe all’uomo: “non disperare,
la soluzione è a portata di mano
usa la memoria per guardare lontano,
se invece ti fermi davanti ad un muro
anche tu, come me, non avrai un futuro”.
Angela Giannelli – 30/01/2017

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Giusy Papale

POESIA: “ Spes “

Sogno irrimediabile di vita

Sorgente della mia realtà

Specchio del mio “ Io ”

Forza intensa di volontà

Catena indissolubile

Che congiungi la mia anima

Al mio continuo divenire

Tu sarai

Il mio ultimo

Spiraglio di Luce

E sei

Quest’ Idea di non morire

Di Vivere

Oltre l’Eternità

Giusy Papale
– 30/01/2017

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