RODOLFO VETTORELLO

POESIA: A CAMILLO SBARBARO

E io vado avanti,
ma solo
rispetto alle cose
che dico e che scrivo;
non so verso dove,
ma altrove.
Di là dal filare ordinato
dei verdi cipressi a bordare
la strada sterrata tra i campi.
Ed io vado avanti
a sfidare
la linea precisa del blu:
il vasto orizzonte sul mare.
Le cose da fare
molteplici e tante.
Ed io vado avanti.
Se penso, capisco
e davvero insensata
mi pare,
la voglia di andare,
inutile e vano
il bisogno di fare,
se quello che cerco è racchiuso
nel breve perimetro chiuso
di questa mia stanza che guarda
su strade affollate,
di gente che corre e non sa camminare.
Io devo al più presto trovare
un luogo per stare
appartato,
col mio libro in mano.
Ch’io possa incontrarmi
con quelle che amo,
le pagine care
che parlano al cuore.
Se Sbarbaro scrive
di scialbe passioni, emozioni frenate,
delusi pensieri, Camillo,
i tormenti di ieri
somigliano ai miei, quasi uguali.
A modi da tempo esplorati,
a righe che paiono gocce
stillate da un mite malessere lieve,
dal peso di vivere a lato.
Sentire ma senza patire,
uno stato
di veglia cosciente,
un’assenza presente,
un molle adagiarsi sull’onda
sfinita del niente. – 19/04/2017

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antonio de santis

POESIA: Siamo ancora nel deserto

Contiamo i battiti del cuore
ma siamo ancora nel deserto…
Quando
cantiamo e danziamo tra i papaveri rossi.
Quando
corriamo e calpestiamo le pratoline.
Quando
sorridiamo alle giostre dei piccini
e quando
mano nella mano scriviamo
versi delebili sulla sabbia.
Fintantoché il petto non batter
al contrario
siamo ancora nel deserto.
– 19/04/2017

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Fabio Mattiuzzo

POESIA: 11/03/2017 Lingueglietta

Appena (solo su ogni cosa importante)

Profumerai
…appena,
come quei fiori appena colti
stasera;
non stamattina
quando
scendendo, dalla velocità distratto
li ho visti
in pieno sole;
E neanche
Più tardi
Quando
Salivo
Dell’aguzzità delle pietre stanco
Ma tu (al bordo della strada)
Lenivi
Con il colore più dolce di
Tenerezza;

Ma stasera, mi hai aspettato
Sotto una luna
Che vestiva il mare di rosa-perla e ulivi,
che prima di voltarmi, mentre salgo sulle pietre aguzze (e nessuno mi sta aspettando),
non vedevo.

In un angolo, mi hai aspettato,
nell’ombra
tra un muretto e dei cespugli.
Mi hai aspettato
In silenzio
Senza troppi fiori sul tuo ramo
(non come fanno le mimose),
ma uno qua
uno l
solo su ogni cosa importante.

Non sapevo
Ancora il tuo profumo
Quando ti ho colto.
Lo so ora
Che sei in casa
Che mi aspetti.
– 19/04/2017

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giuseppe gianpaolo casarini

POESIA: Profumo di rugiada

La memoria al primo incontro
corre del mio cuor amante
amata e quale il profumo
or chiedo l’essenza del tuo
esser che allora mi donasti
non fiori esotici o arbusti
non erbe aromatiche frutti
di giardin fatati tu solo
rugiada fresca lieve rugiada
che quelli al mattin irrora
profum senza profumo che
oggi ancor di freschezza dolce
mi rallegra o amata il cuore.
– 19/04/2017

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Carmen Vasta

POESIA: L’ATTENDIBILITA’ DEL COLPEVOLE

Per le condanne ricevute,
mi esibisco caparbia per accelerare le mie oscure tendenze;
non credo al colpevole che si decora di sfumate attinenze,
costretta a declamare al mio schiavo sentore
rimostranze non godute
per quel freddo bruciore
da cui una certa affinità è partita:
distrutta senza sentirmi sfinita;
ma con le gambe ancora intatte dal massacro
non sento il distacco corporeo tra il benessere e il sacro.
Incenerisco senza scottare, per cantare l’aria,
l’essenza del mio freddo riposo in una tesa piegatura del palmo
di una bugiarda concessione per disegnare
un discorso calmo.
In questa conversazione biasimante ,
che scempio appaia,
con un contorno accattivante:
mescolo il costruttivo al rivoltante,
verso l’espressione
nel fisico del fuggitivo viandante
insaporisco con credibilità e punizione
consonanti fritte tra utilità e umiliazione.
A fine cottura,
assaggio la consistenza prematura
e conosco il verso,
conosco la versione testuale
e dalle ultime vocali andate di traverso,
resta insipido il sapore tra l’infuocato dittongo e
il violaceo labiale. – 19/04/2017

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Giovanna Alaimo

POESIA: A mio figlio
Assaporo le ore
quando sono con te.
I tuoi occhi e le tue mani

sprigionano energia

che invade la mia anima

e da’ pace al mio cuore.

Sei entrato nella mia vita

come una luce immensa

che riempie i miei giorni vuoti..

Che le tue speranze
non si spengano mai, mai!!
Se potessi prendere i tuoi problemi,
li butterei nel mare
e farei in modo che si sciogliessero.
Lo curerò il mio gabbiano
come un vaso di rose,
lo innaffierò con l’acqua del mio pozzo.
Giovanna Alaimo
– 19/04/2017

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Elena Venturelli

POESIA: TERREMOTO

Della terra è il moto.
Il suo arrivo senza preavviso
a noi è ignoto.
Un sordo suono,
ho paura, tremo, barcollo
è eterno il momento,
cade a terra una foto
di una vita un ricordo.
Riesco ad uscire, è un dono,
mi guardo intorno,
nella mia mente il vuoto.
Le macerie di case sbriciolate,
le vite spezzate,
sembra tutto irreale!
È successo ne prendo atto,
un gran silenzio
in sottofondo un lamento.
Non sono sola,
in lontananza
vedo qualcuno
dalla polvere appaiono “angeli”
per salvare ciò che resta di questa folle danza!

– 19/04/2017

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Gemma de Meo

POESIA: PERCHÉ?

Il rombo di un aereo
distrae il mio pensiero.
Elevo gli occhi al cielo,
ma io non vedo niente.
V’è solo una sua scia,
nitida, ma dissolvente,
che taglia l’orizzonte,
e dopo un po’ si perde nell’azzurro
e poi… nel niente.
Mi torna allora in mente
la scia della tua vita,
breve, tormentata e innocente,
già dissolta nella mente della gente
ma non dentro di me!
E’ in me che ancor rimbomba
l’eco di un perché:
“Perché proprio a te?”
– 19/04/2017

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Salvo Ferlazzo

POESIA: Lunga è questa notte, e anche
più lunga se perfino il tuo fantasma
mi abbandona su questo legno
senza orgoglio né profumo.
Tazza di rubini e monete d’oro,
il tuo corpo ed i tuoi occhi
frugano nel mio solco, e la tua
mano sul mio petto è mia.
Ti cingono i fianchi mille ninfee
e mille passeri si posano sulle foglie,
intatto il tuo cuore caldo sta,
e intanto io amo la sovranit
del tuo naso,
la candida madreperla delle
tue unghie,
il suono liquido dei tuoi piedi. – 19/04/2017

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Giuseppe Tallino

POESIA: Lettere incise…
benchè corrotte,
appaiono letizie
all’occhi di chi crede
nei passi infiniti
giacché giace tranquillo
dinnanzi la sua fede.

Tra i tragici eventi,
una vita nata,
ma il caso
vuole che
finiscano in morti ad ogni annata.

Volano sassi,
cascano ponti,
e ‘l politicante affranto,
riversa al povero
l’ingente resa dei conti.

Illuso permane ‘l giovane
che tra le mille righe di lettere
incise su di ogni testata,
muore la speranza,
…benché letizia,
poiché permane la mente contorta d’una vita
affranta dalla miserabile notizia!

“Notizie”

G@T – 19/04/2017

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