POESIA: Opposto è ormai il nostro destino. Tu apri gli occhi e di fronte hai la vita che hai scelto..io li devo chiudere per sognare la vita che voglio. Tu non vuoi vivere il mio sogno…e io non posso convivere con la tua realtà – 01/03/2017
Autore: webadmin
MARIA PAGANO
POESIA: Galassie e luci
Le bocche senza baci sono prugne amare,schiene dipinte, ceste di gelsi.
Amo il sole
tu insegui il freddo.
Smarrendoci,
galassie e luci ai nostri malori danno un senso.
Dall’inverno scappano i cavalli,
anni confusi, maledetti, sterili, fermi.
Nessuno fa l’inchino, nessuno applaude.
Passa l’amore persino quando non arriva.
Che fai quando il cielo ti arriva dentro?Lo accogli o lo getti via?
Ti sento come il picchio sul legno cavo, mani di fuoco.
Irraggiungibile orizzonte:ti pretendevo, ti perdevo.
Vivo correndo senza arrivare.
Un bacio paga pegno, profuma di paura, stoffa pregiata lanciata in cielo e poi sparita.
La notte non pensa e non pesa, ai margini del dubbio il traguardo della mia saggezza o il fosso della popolare mortificante resa? Abbandonandomi di schiena come una nuvola fischio prima della pioggia. – 01/03/2017
Paola Carniato
POESIA: TI RACCONTO DI ME
Vorrei cantarti mia cara amica
e raccontarti della mia vita
che mi tiene troppo lontano
da ciò che è pubblico e a volte vano
Spalanco gli occhi dietro ai ricordi
di luci ed ombre, albe ai primordi
il sole abbaglia, il cielo tinge
e la montagna sembra una sfinge
Mentre ascolto l’onda passare
alle sue domande risposte non so dare
E le risposte sono sospese
dietro il respiro che Morfeo accese
di una bimba addormentata
dall’amore riscaldata
Se mi perdo nel suo sorriso
mi ritrovo ancora in viso
gli occhi aperti alla speranza
e della vita scandaglio la sostanza
Luce e spazio dilatano il tempo
potessi fermarlo per un momento
cancellare quei segni sul viso
che la stanchezza ha inciso
Stanchezza grande per la fatica
di ritrovare una parola amica
che sappia narrare il mio pensiero
dire come sono davvero
Di quante stelle come la mia
il cielo illumina la via
Scendiamo in piazza a protestare
comunicare, dialogare
Abbiamo un sogno da affrancare
prima di cadere
che ciò che abbiamo vissuto
non vada con noi perduto
Voglio invitare alla mia festa
le mele marce della cesta
quelle che non contano niente
per il resto della gente
Tutte in piazza per questo carnevale
I vecchi miti a rovesciare
Anche il vetusto “Penso quindi sono”
dovrebbe cambiare in “Sono perché sei” Il suo suono
Questo solo, se pensi bene
farebbe rompere le catene
di ogni forma di potere
perché nessuno sarebbe Migliore
– 01/03/2017
Carla Maria Oddone
POESIA: MANI
La tua mano grande
stringeva la mia piccola mano
e mi accompagnava
verso la vita.
Poi ti ho affidato
altre piccole mani
da stringere
e tu
le hai tenute strette
senza però mai lasciare la mia.
Un giorno la vita ha provato
a staccare le nostre mani
senza riuscirci
e ora sono più strette che mai
e io
continuo a camminare
ogni giorno
con la mia mano
nella tua mano
che non mi ha abbandonato. – 01/03/2017
Alessandra Paris
POESIA: MATTINO
La pioggia battente della notte ha esaurito la sua forza.
Palazzi stesi ad asciugare nel mattino,
Avvolti da pallidi raggi di sole che baciano con passione i tetti, timidamente i muri.
Il silenzio punge il respiro con il fresco dell’aria.
Le strie azzurro e rosa del cielo aprono le porte al nuovo giorno.
Un’altra giorno che arriva, un’altra giorno che va. – 01/03/2017
Giovanni Sepe Giovanni
POESIA: Madre è la terra di queste orme,
di questi luoghi imperfetti,
di quanto accade
a un centimetro dalla morte,
un riciclo di corpi suadenti,
storie da carta parati.
Oltrepasso le rive e ancora affondo,
nel mare che si fa cielo,
mentre perdo l’orizzonte;
Madre è la parola che ingoio,
e sfama la collera in silenzio,
un ripetersi di smanie,
un discorso perduto sul filo interdentale.
Galleggio sul fondo di un bicchiere
e ritrovo il colostro del tuo seno.
Madre.
Juan Sepe – 01/03/2017
Alessandra Paris
POESIA: La pioggia battente della notte ha esaurito la sua forza.
Palazzi stesi ad asciugare nel mattino,
Avvolti da pallidi raggi di sole che baciano con passione i tetti, timidamente i muri.
Il silenzio punge il respiro con il fresco dell’aria.
Le strie azzurro e rosa del cielo aprono le porte al nuovo giorno.
Un’altra giorno che arriva, un’altra giorno che va. – 01/03/2017
Nimet Banu Mengu
POESIA: Vorrei essere come l’aria per accarezzare la pelle, far volare le foglie, spazzare via il male.
Vorrei essere come il sole per far splendere i colori e tutte le bellezze, per dare il calore a tutti i cuori e riscaldardi con l’amore.
Vorrei essere come l’acqua per dissetare la gente e dare vita a tutte le creature della natura.
Vorrei essere come l’aria, il sole e l’acqua….giovane, senza età, l’unica e per sempre. – 01/03/2017
Francesco Antonio Solano
POESIA: NEL CORTILE
Nell’aia di un cortile illuminato
Quando la sera inizia il suo seguire
Tutti ormai stanchi ed assonnati
Vorrebbero ritirarsi al casolare.
Qualcuno già si parte per dormire
Altri son rimasti per parlare
La pecora, l’agnello e il gran tacchino
Son fermi tutti in fila con contegno
L’oca, la gallina ed il maiale
Non se ne vanno più per raccontare
A lato gli altri fermi son contenti
D’aver passato una giornata gaia.
Sottecchi, piano piano ed in silenzio
La volpe dalla strada già si vede
Dal versante opposto anche il gatto
Fa capolino tra le foglie secche
Si uniscono in braccetto come amici
Ed organizzano il progetto per la cena
Uno dalla destra punta il muso
L ‘altro tra le fusa si avvicina
A più riprese tentano la sorta
Sperando di addentar la loro scorta
D’accordo si son messi per tagliare
In due la preda che vogliono agguantare
Il cane che nei pressi si trovava
Abbaiando mostra i denti forti e aguzzi
Fa scappare l ‘uno da una parte
L’altro già si vede allontanarsi
Scossi e spaventati gli animali
Sanno con certezza che domani
Arriveranno ancora un’altra volta
E forse prenderanno la lor preda. – 01/03/2017
Paolo Giordano
POESIA: Nascita prematura.
Son qui,
incastrato in un oblio,
ancora non son io,
non penso
non vedo
non sorrido,
non provo nessun emozione
per ora apatia è il mio nome.
Voglio evadere,
dar forma al mio essere, pensare
scoprire un mondo vuoto, da colorare.
Da qui dentro percepisco una soffice melodia,
la mente mia…
Non la tengo più, è svelta.
Prima di immergermi per la prima volta
penso,
sogno di non essere in me
cerco di innescarmi in un fanciullo,
ancora racchiuso in tutti i suoi perchè.
Forse sarà solo perdita di tempo,
mi convinco di vivere in un fottuto condizionamento,
in un lamento in continuo mutamento
non lo tengo più, è svelto.
Smetter di sognare…
non riesco,
non mi posso limitare,
l’immaginazione racchiude in me un complesso maldestro,
mi lacera dentro,
segnando in me un istante.
Dimenticare…no non voglio,
pensieri tangenti al mio essere,
immergono me stesso in infinite tenebre.
Giungere alla velocità della luce è il mio più grande obbiettivo,
saremo eterni
come ogni singolo astro,
li osservo,
ordine perfetto delle azioni che completano la mia vita,
ogni singola coincidenza,
ogni petalo che completa quella magnifica rosa,
la mia vita.
Un giorno sarò:
invincibile,
come la mente di un bambino
un mondo vuoto, da colorare.
Infinito,
come i tuoi occhi,
colmi di un colore intenso,
rispecchiano ogni momento, emozione,l’ amore…
Sarò anche intelligente…
proprio come un folle.
Il pensiero mi sale,
la vista colora il mio essere neutrale.
Accenno il mio primo sorriso,
lui solo mi può cambiare,
padrone di me medesimo e del mio sognare.
A seguire do inizio ad un pianto,
percepisco per la prima volta un sentimento,
gioisco mediante un lamento.
Finalmente sono in grado di colmare il momento,
libertà,
colorerò pura libertà.
Coglierò l’affascinante composizione di illusioni,
la vastità del mondo creato mediante le nostre mani.
Il mio scopo è innalzare un ente che rimani,
pura follia giace nelle mie mani.
Eccomi qui, un semplice bambino
non mi accontenterò di divenire un semplice manichino,
respirerò,
sognerò,
e nel mio io protesterò.
Suscito in me una speranza che supera lo stesso dio
io,
credo in tutto questo.
Desidero riposare immerso in tale verso,
vegliare ogni singola notte,
privo del vuoto.
Emergo dal sogno e vivo…
apro i miei occhi,
nulla di reale,
forse sto suonando, non sognando
cerco armonia
e poso il mio pensiero:irreale,
il vuoto immenso colma l’intero viale,
forme e ombre
potrei anche cadere,
non saprei concepire il vero dolore.
Son incastrato in ciò che ero,
tutto è generato,
ogni lamento,
ogni significato è stato già inventato.
Si fotta la ragione,
la FOLLIA è l’unica soluzione,
un’ anemia sta sovrastando l’anima mia.
Si fotta la mente mia, schiva.
Ricerco disperatamente armonia,
unica malattia in grado di spingerti oltre l’apatia
credo in lei come fosse verità, pura sincerità.
Percepisco solo gelo,
è più grande di me, è ormai troppo lontano questo cielo.
Nonostante tutto questo, dirigo il mio pensiero
in un emblema inconscio
non son sincero,
per paura di morir davvero.
Attendo una giornata,
fingendo.
Affanno apatico
in preda al panico
quasi potrei divenir psicopatico
rientro in un ordine caotico
in preda a convulsioni di tipo etico
rendo tale momento unico
mentre logora il mio nervo ottico.
Il mio pensiero muta in un essere maniaco
un paziente anemico
folle pensar che sia sadico.
Folle creder che non esista un ordine cosmico
il quale mi riporti ad un bene mistico,
non più scettico.
Ma è un sentimento tossico demoniaco
stanco d’esser utopico,
euforico di fronte all’illogico.
Cosi prevarico il malessere psichico
di fronte alle emozioni nevrotico.
E’ la paura incontrollabile che compone questo mosaico.
Per poi precipitare nel profondo…
L’irreale mi perseguita,
guida il mio essere, pura nullità,
falsa vitalità.
Vorrei solo volare nell’aldilà,
o addirittura sprofondarci all’interno,
per poter cogliere ogni singolo elemento
come fosse unico.
Non più condizionato dalla realtà,
non più strumentalizzato dall’apparenza.
Tento di non essere,
respiro…
immobile,
rifletto. – 01/03/2017