Valentina Ceccatelli

POESIA: Me ne vado
ricordati chi sono quando sarò sparito
e salutami mio fratello inesistente
che ora è affacciato alla finestra di camera.
Come non lo vedi? Sta agitando la mano.
Ha un occhio viola e l’altro giallo.
Ha occhi feroci che ti leggono l’anima
ma a me non farà niente
perché mi vuole bene.
Me ne vado
vedi di scordarti chi sono
perché non sono un bel ricordo da conservare
non saprei descriverti l’ansia
perché non ho mai saputo parlare.
Il mio stomaco è in pezzi
indovina chi li ha gettati via
trova i cocci del mio cuore
se li assembli bene
avranno una forma di quelle compiute.
Più probabile che manchi un pezzo
perché a me è sempre mancato qualcosa.
Me ne vado
non cercarmi
non ricordarmi
non parlarmi
non chiedermi dove vado
non pensarmi
perché non sono un bel ricordo da conservare.
Salutami mio fratello inesistente
che ora è affacciato alla finestra di camera.
Come non lo vedi? Sta agitando la mano.
Non dimenticarmi
non dimenticarmi
non eliminarmi
me ne vado
perché non sono un bel ricordo da conservare.
Odiami
per non
soffrire.

– 02/02/2017

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DARIO LODES DARIO

POESIA: CERCAMI
TRA LE FOGLIE DELL’AUTUNNO IMMINENTE,
TRA LE MILLE CONCHIGLIE CHE LA BASSA MAREA
LASCIA IGNUDE E SCOPERTE, CON LA LUNA CALANTE…
SCOPRIMI,
ANCHE SE MI NASCONDO DIETRO A UN ARCOBALENO,
SE RIMANGO IN TRINCEA, DENTRO A UN MARE PROFONDO
DI COMMENTI AL VELENO…
GUARDAMI,
SE MI COPRIRO’ IL VISO, PER CELARE UNA LACRIMA,
SE LA TUA FACCIA IPOCRITA TURBERA’ IL MIO SORRISO,
O SE -CON FARE DECISO- SMONTERO’ LA TUA RECITA…
PENSAMI,
QUANDO SARO’ USCITO DAI TUOI PENSIERI,
COME UNA VECCHIA SCUSA, QUANDO IL TUO DOMANI
E IL TUO IERI SARANNO LA STESSA COSA
E NON T’IMPORTERA’ PIU’ NULLA
DELLE SCELTE FATTE, DELLE LETTERE MAI SCRITTE,
DELLE TUE VESTI SCIATTE E DEI TUOI GESTI,
INGOVERNABILI, COME UN AQUILONE SENZA IL FILO,
CHIAMAMI,
ANCHE SE NON UDIRO’ IL TUO GRIDO,
ANCHE SE NON CAPIRAI IL MIO “CREDO”
URLA IL TUO NOME, CON QUANTO FIATO AVRAI IN CORPO.
PARLAMI,
DEI TUOI SOGNI E DEL TUO OBLIO,
DELLE TUE ATTESE TRADITE
DELLE STRADE SMARRITE,
LASTRICATE DAI TUOI BUONI INTENDIMENTI…
SALVAMI,
DALLE TUE CAREZZE VANE,
DALLE TUE PROMESSE INUTILI
E DAI TUOI DISCORSI FUTILI
CHE M’INQUINANO LE VENE,
SCORDAMI,
COME UNO STAGNO SI SCORDA
DELL’ IMMAGINE CHE VI SI RIFLETTE…
E COME UN CIGNO NELLA NOTTE
NON HA GRAZIA NE’ CANDORE,
SCUSAMI,
SE -ACCECATO DA UN BAGLIORE –
TI HO SCAMBIATO PER UN ALTRO…
SE NON SONO COSI’ SCALTRO
E HO PAURA DI SBAGLIARE.
SCRIVIMI,
SE NON VORRO’ STARTI A SENTIRE,
SE NON SAPRO’ SENTIRTI MENTIRE,
SE MENTIRO’ SENZA VOLERE,
PER NASCONDERE LA GRANDINE…
CHE ORA ALBERGA NEL MIO CUORE. – 02/02/2017

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Andrea Gallo

POESIA: Luce

una calma ovattata ricopre la valle
il vento freddo smuove le foglie
uccelli cantano lieti
in una grigia giornata
dove l’unica luce
è il mio spirito calmo. – 02/02/2017

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patrizia capitanio

POESIA: Ascolta,
siediti un attimo
che il mio cuore si sta crepando.

Non so, non so,
non so!
[e quanto c’è di più vero in questo non so]
e non lo sopporto.

Non so
e il cervello va in frantumi,
neuroni e pensieri come cristalli
cadono giù,
mille scintille taglienti.

Ed io,
questo esile scheletro
pallido, giallastro.

Io!

Mi scompongo,
mi dissesto come terra arsa
di agosto e di ulivi.

Non so, non so
non so!
E urlo!
Scalpito
io,
cavalla gravida,
con la bava collosa che pende dal muso.

Non so, non so
non so!
E si dispera l’anima mia
chiedendo perdono.

Prega, prega silenziosa bambina
che sei persa,
sei inutile così.
Sei solo folle tempesta
che tutto spazza via,
dimentica di sé. – 02/02/2017

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Ciro Alario

POESIA: In lingua napoletana, comunque italiana… mi pare..

Titolo: A RRAGGIA (la rabbia)!.. hadda venì (dovrà venire).

E’ a rraggia ca me saglie forte ‘mpietto
e ca me fa sta’ zitto pe’ dispietto!!!
( E’ la rabbia che mi sale forte in petto
e mi fa stare zitto per disptto)

E’ a rrgaggia e chi pe’ forza sta luntano,
e chi, pensanno e figli, astregna e mmane!!!
(E’ la rabbia di chi per forza deve stare lontano,
di chi, pensando ai figli, stringe le mani!!!)

Lucia’, è passato o tiempo… o siente o viento?..
.., ma je mo’ rido e canto pecché cantanne nun se sente o chianto!!!
(Luciano, ne è passato di tempo… lo senti il vento?..
.., ma io adesso rido e canto perché cantando non si sente il pianto!!!)

Lucià è passato o tiempo,.. o siente o viento?
Ma je, pò, nun canto chiù,..
pecchè cantanne nun o sento.. “o chianto”!

(Luciano ne è passato di tempo,.. lo senti il vento?
Ma io, poi, non canterò più,..
perché cantando non lo sento.. “il pianto”!!)
– 02/02/2017

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Marco Girotto

POESIA: Nel Vento.

Ogni volta che ti osservo, penso.

Quando non posso più osservarti, piango.

E quando non voglio più pensare, ne

piangere, ne osservare,

solamente ti chiamo, nel vento.
– 02/02/2017

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Roberto Ardissone

POESIA: Non so scrivere in rima…non so scrivere poesie…però medito…penso… mi piacerebbe conoscere persone …parlare sorridere ma correrei il rischio di conoscere la solitudine…mi sentirei come un albero di città che non vede mai la notte… – 02/02/2017

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Mirella Mungo

POESIA: L’acqua si infrangeva sul muretto in minuscole onde, trascinando con se i detriti catturati al suo passaggio, riportandone una parte nel suo rientro al largo. Sfumature di arancio e giallo oro si stavano organizzando per offrire un tramonto dai colori spettacolari, pennellate di nuvole ornavano un cielo già scuro. Non mi mossi quando lo sentii arrivare, mi si fermò accanto, con delicatezza spostò una ciocca di capelli che mi ricadeva sul viso … strinsi la sua mano un pò prima di lasciarla ricadere nel vuoto. Nessuno si sarebbe avvicinato più così tanto al mio respiro … una nuvola rosa fece il suo ingresso in quel cielo cupo, quasi a voler prendere il posto di quel giorno qualunque che lasciava la scena … – 02/02/2017

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sonia pirulli sonia

POESIA: L’onda del cancro

L’onda del cancro è l’onda
che il castello di sabbia spazza via
che le conchiglie multiformi chiama a sé
che i pesciolini lunghi in riva ingloba
che i gabbiani al tramonto sgomenta
mentre col becco allampanato
frugano la preda.

L’onda del cancro è l’onda
che il pallone spinge al largo
che la maschera subacquea adombra
che il braccialetto preferito sottrae
che il materassino capovolge
che il barcone degli innocenti affonda
durante il loro viaggio per la libertà.

L’onda del cancro è l’onda
che sei riuscita a cavalcare
con la tua tavola di audacia
pazienza e sopportazione
forgiata con l’aiuto di chi
ti ha insegnato ad amare.

Sonia Pirulli

– 02/02/2017

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