Emilia galetti

POESIA: DIMMI COME HAI FATTO

Dimmi come hai fatto,
dimmi del tormento che ti ho dato.
Il mondo si era fermato intorno a me,
ed io ti sussurravo :
perdonami amore , non ce la faccio più.
Arrivavi correndo , con affanno
e la tua presenza sentivo prepotente:
nei nostri bimbi, piccoli e grandi.
Perdonami amore , non ce la faccio più.
E mi accompagnavi in quel cammino di fede che
era appartenuto solo a te.
Perdonami amore , non ce la faccio più.
Ed eri quel passerotto che picchiettava sui vetri ,
quella rosa rossa , sbocciata con la neve d#039;inverno,
ed eri quel cane guidato fin nel nostro giardino
e quell#039;angelo che me lo stava affidando.
Perdonami amore, non ce la faccio più.
Ed eri nella giovane coppia ,
con l#039;allegria di quel bambino arrivato da lontano.
Perdonami amore, ora so come hai fatto,
ti sei preso la mia forza,
ma mi hai lasciato la tua.
E lentamente , il mondo riprende a girare
e la vita a vivere.
Per me e per te.
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 13/02/2018

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Pestelli Daria

POESIA:
Titolo: Tentazione

Brivido ibrido criptico
dal corpo secco di un uomo
urli in silenzio il dolore
nessuno avverte il tuo suono

ti slanci senza amor proprio
sei per Lucifero fonte di vita
ricordi a quell#039;uomo che è solo
e lo privi di ogni fatica

eppure non vuoi che aiutarlo
ma forze non hai, cadi nel fango
con coloro che piangon la morte
ed essi piú vita non hanno

che credono nella via dell#039;autocommiserazione
come fonte di scudo metallico
ma quello che loro non sanno
è che è Lucifero la lega in metallo.
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorso-poeti-e-poesia/ – 13/02/2018

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Andreassi Quetti Massimo

POESIA: Siamo circondati da
cose inutili
persone inutili
idee malsane
voglia di primeggiare
e la costante consapevolezza
di essere migliori
della propria immagine
riflessa nello specchio.
Avremmo bisogno di più silenzio
per capire chi siamo realmente
per scoprire chi non siamo
e per mettere insieme i pezzi
di una vita passata ad aspettare
che tutto ruoti per il verso giusto.
Ora
qui adesso
mi sento come in un allevamento di mucche
qualcuna in attesa del macello
separate da steccati
a ruminare e rimuginare
inconsapevoli del proprio destino.
L#039;era industriale ci ha reso uguali
e troppo diversi
per avere ideali comuni,
viviamo sopra la terra
ma sovrastati dalle stelle
e tanto basta
per sentirci piccoli piccoli
ma grandi
di fronte alla mirabilissima fica dell#039;universo. | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 13/02/2018

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Dao Blandine

POESIA: Relazioni famigliari.

Papà e mamma
seduti comodamente
sulla nostra schiena,
mentre noi figlioli
ossequiosi ci inarchiamo,
un po#039; sofferenti e appesantiti.
Camminiamo,
ma in realtà,
giriamo in tondo
formando un profondo solco
quando la nostra obbedienza
è mite.
E#039; così difficile raddrizzarci
e farli scendere
permettendo così
anche a loro di proseguire.
Ma l’abitudine è
una cattiva compagna
che non ci permette
di ascoltare chi siamo.
Il peso sembra appartenerci
ormai.
Ma è questo il nostro destino?
Percorrere lo stesso tragitto
inesorabilmente confusi?
Mi sono stancata
di camminare gobba.
Voglio aiutarmi
a farli scendere.

| sorgente: https://outlook.live.com/ – 13/02/2018

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Gassi Carmela Melania

POESIA: Assaggio a minute dosi
il soffio del vento,
mormora sulle ciocche mielate
che mi pungono il volto,
afferra il mio vagar confusamente e travolge
pressante
inalienabile
il sapore delle mie labbra,
mi abbraccia e mi cattura,
ora
prigioniera dei suoi sensi.
Nel turbinio dell#039;impeto
il corpo inerme diventa aria,
vertigine
voragine
cercano tregua,
complici dell’eco dei miei sospiri,
armonia dannata
quasi rabbrividisce
dentro i baci turbolenti
della sua ira. | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 13/02/2018

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Valentino Vincenzo

POESIA: LETTERA AGLI AMICI POSTERI

Cari posteri,

vi chiedo scusa se appartengo a quest’epoca insulsa,
che non ha sogni da perseguire e valori da tramandare.

Sempre immerso nella caciara cittadina, non mi sento abbandonato in nessuna dolina
ma viaggio sull’autobus ogni mattina, pigiato tra la gente come una sardina.

Non mi illumino d’immenso dall’alto di nessuna cima
ma divido col prossimo un seminterrato di via Prenestina.

Di sera, mi aggiro affannato tra gli scaffali del supermercato
e mi interrogo dubbioso sugli acquisti di giornata.

Non ho le mie quattr’ossa da tirare su,
ma 10 chili di troppo da buttare giù.

Non un Serchio mi ha plasmato e neanche la Marana mi ha rinfrescato,
poiché già da bambino quel corso d’acqua si era già seccato.

Mi resta il fiume Tevere con la sua acqua marrone
che vedo solo di sfuggita dall’alto del muraglione.

Del passato non ho nostalgie in mente e non ho tempo di pensare a niente.
Vivo in un eterno presente e svolgo come un sonnambulo le mansioni del momento.

Spero vagamente nel futuro, ma soltanto perché lo ignoro
e non avendolo vissuto, per ora, mi illudo che sarà men duro.
| sorgente: https://www.google.it/ – 13/02/2018

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Mori Massimiliano

POESIA: Si alza il vento.
No, non è il vento, è il suo respiro
Come un mostro,
Che cambia continuamente faccia.
Si arrampica, stringe, soffoca
Poi ricomicia
Brucia le pareti del cuore
Brucia i centri nervosi
Mangia. Poi sputa. E cambia di nuovo forma.
La sabbia che inghiotte le mie mani
Il sole che affoga rosso nel mare
E dal mare torna a guardarmi.
Con i suoi occhi verdi
Finchè non rimane più nulla
Nulla a cui aggrapparmi.
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 13/02/2018

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Pasqualitti Antonio

POESIA: Un sogno un poco strano

Sorgeva un bosco
Sulla collina
Che io osservavo
Da lontano,
A me sembrava
Un poco strano.
Camminando
Passo dopo passo
Lentamente
Un qualcosa
Frulla nella mia mente.
Più mi avvicinavo
Più mi sentivo
Un poco strano.
Giunto vicino
Entrai nel suo cuore
Senti sussurrarmi
Una voce
Nel mio udito,
Che mi disse
“Benvenuto
Amico mio.
Chi sei domandai?
D’un tratto
Mi svegliai
Era stato
Un sogno un poco strano.

Antonio Pasqualit
| sorgente: https://www.google.it/ – 13/02/2018

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GIUDICE BARBARA

POESIA: PRIMO LEVI: SE QUESTO E#039; UN UOMO
Mi ricordo un film: Schindler’s List
viva presentazione di una vita finita
fa freddo…qui…si pensa ai propri cari
si lavora, il tempo ci logora
le mani eseguono precisi ordini
siamo nel ghetto, qui viviamo, paura abbiamo
un secondo, vuoto
buttati come una pezza a lavorare nel lager
siamo umani
perché per noi è questo il nostro domani?
ditemi se questo è un uomo
che ha la vita finita così
in ginocchio, uno sparo alla testa, a terra
ditemi se questo era un uomo
che urlava: no vi prego!
tu ebreo, stai zitto! | sorgente: http://www.k9safesearch.com/search.jsp?q=viaggi+di+versiv=wr=b – 13/02/2018

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Meri Scuderi

POESIA: Tristezza vai via dalla mia vita mi hai fatto troppa compagnia per tutta la vita adesso voglio stare senza di te sono stanca di vederti fra i piedi voglio essere felice senza te | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 12/02/2018

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