Caroline Darko

POESIA: Nostalgia

Questa sera l’aria è così diversa che mi sento tremare.

Gli squarci nel petto si aprono, a distanza di millimetri come lo sono,

nei miei pensieri, ora le mie labbra dalle tue.

Un ricordo evanescente di una reminiscenza lontana…

Non ci credo,

sento freddo,

perché il mio corpo è ghiacciato se non è a contatto col tuo;

è gelato, spoglio, intorpidito

e mi osservo, allo specchio mi vedo come un cane randagio

inerme al suolo, privo di un tessuto col quale coprirsi,

rivestirsi.

Persino quel cane, che potrebbe non essere in grado di pensare,

è dannatamente perso nei meandri della sua mente

invano a vincere gli ostacoli per rintracciare,

nella sua misera testa,

quella figura che tanto brama e che tanto è assente.

Nostalgia.

E se non tornasse più? Se andasse tutto perduto?

Fa più freddo adesso.

Fa più freddo dentro.

E ora quell’anima innocua ha paura

e la stessa paura che lo attanaglia,

gli squarcia il petto,

adesso non lo abbandona via

Dobbiamo pagare sempre caro il prezzo delle emozioni.

Un’altra folata di vento è giunta, come un tornado abbattuto su una villetta in piena campagna.

Demolizione..

Ogni cosa che tocca diventa… gelida e fermo se ne sta, sopravvissuto sol grazie al pensiero…

a quella reminiscenza costante e perseverante.

E se non tornasse più?

”Salvaci”, grida dentro

e libera il suo urlo di dolore nel vento.

”Prova a salvarci”.

Ma il freddo l’ammutolisce, il suo eco d’aiuto ora fa parte esso stesso di una reminiscenza perduta

ed essa, con lui, in balia della mestizia,

destinata ormai, dopo aver preso familiarità,

a diventare null’altro che totale,

tetra,

povera

e malsana…

nostalgia. – 31/01/2017

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Mazzuoccolo Giuseppe

POESIA: Cresce negli occhi
il rumore della notte.
Colora il mare
di sangue e silenzio,
di spuma e carne
vomitate dall’onda.
Antica mano
colpisce l’agnello:
un Dio nascosto,
lontano, nel buio
che mi assomiglia.

Spazio contorto,
iscritto in una lacrima
cellula alla deriva,
sogni calpestati
(dal sogno vicino)
Sorsi di morte
per chi cerca la vita.
Alla deriva

– 31/01/2017

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Enzo Peruffo

POESIA: CANZONE DI PRIMAVERA
( La Memoria )

Era nel verde immersa
Dachau. Il campo cinto
da una palizzata e filo spinato.
Ogni donna era persa
in scuro labirinto
dove l’animo si tenea celato
ed il cuore in un abisso affondato.
Cento eran delle donne
le baracche, catrame
il colore e le ore fatte di fame.
E lo spirito insonne
baratro pianto sangue
il corpo un’eclissi mostruosa esangue.

Giunta era primavera
a Dachau. Me ne accorsi
dal fondersi languido della neve,
dal giunger nella sera
di farfalla che scorsi,
oltre l’inferriata, posarsi lieve
sul terreno colmo di bucaneve,
dal numero di morti
sempre più al mattino,
si carpiva il loro pane al becchino.
E, gonfie di sconforti,
di salme si riempiva
un carretto coi sogni alla deriva.

Zeppi di margherite
a Dachau i gran vasi
del bordello di prigioniere belle,
scambiate le lor vite
Per pericoli evasi,
il loro corpo, svuotato ed imbelle
prostituito, ha evitato le celle.
Al lunedì il controllo.
In fila in ansia nude,
strette tutte nel fango di palude,
la morte nel midollo.
La rondine tornare
Ho visto: ha portato il dolce del mare.

Enzo Peruffo
– 31/01/2017

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Rita Meloni

POESIA: HO ACCESO UN SOGNO…
Nella notte buia e piena di terrore
Non vedevo altro che tormenti
E c’era il vuoto che mi risucchiava
e il freddo intenso che mi congelava.
…e in seguito al boato
solo un gran silenzio…
Ma dall’oscurità così opprimente
cos’era stato a un tratto quel chiarore?
Ho acceso solo un sogno
per veder qualcosa …
E quello ch’è comparso all’improvviso
È diventato vero ..
Era un mio sogno, acceso, ricco di colori
Pieno di scintille e il suo calore
Dava un nuovo senso alla mia vita
Che riprendeva ..
a scorrere veloce e senza più paura…
con sguardi veri
e con sinceri abbracci
..solo perché ho acceso un sogno
Che ha riportato qua le mie speranze .
– 31/01/2017

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Lucia Cappuccio Lucia Cappuccio

POESIA: Realtà. ..

Mondo,mondo crudele. . che hai una finestra di realtà su cui ogni uomo prima o poi si affaccia dove ogni cosa è cupa e scura. Da dove tenti di rientrare ma non si può. E laggiù nel cuore una tristezza profonda. … . Che ogni piccolo essere umano ha – 31/01/2017

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Paolo Panetta

POESIA: SENZA TEMPO

Errori umani persi dentro
coscienze senza memoria,
come un urugano senza preavviso arriverai tu
e mi travolgerai come sempre.

Resteranno per strada i ricordi spezzati senza tempo
come sorgenti da cui non berremo mai piu`
ma che continueranno a scorrere inesauribili
per poi rimanere intrappolati nel vortice dei nostri universi infiniti e sconsolati.

Ci addormenteremo sfiniti su prati estivi umidi di brina
con tutte le domande che non troveranno mai risposte
sotto quel cielo etereo.

Avrei volute regalarti le ali
Senza temere il volo e le vertigini.

Solo socchiudendo gli occhi ci apparira` quella luce cristallina che il sole cela
fin quando non torneranno le tenebre e cattureranno ancora
i nostri sogni scomodi.

Siamo come stelle che danzano senza tregua
per poi cadere in altri cieli lontani e senza orizzonti.

Resteremo uniti nel silenzio assordante delle nostre promesse
e ci risveglieremo al rumore della prima goccia che si schianta al suolo.
Sul marmo delle nostre stanze si infrange
ogni singola goccia delle nostre lacrime che si frantuma senza perdere mai l`essenza della sua natura.

Torneremo a stringerci come quella notte d`agosto
Lo faremo Senza chiederci un perche`
senza esitare un solo istante
Inganneremo le attese e sfideremo la Fine senza nessun timore
Vivremo il soffio delle nostre anime senza paure e senza venderci al Tempo.
– 31/01/2017

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Elisa Lucchini

POESIA: PORTERAI L’ ESTATE.
Senza chiedere, arriverai tu e ci donerai una vita nuova.
Ci condurrai all’inizio di un cammino che non abbiamo mai percorso.
E quante volte per la paura di perderci, domanderemo a te di indicarci la strada giusta da seguire.
Sarà come scoprire un mondo nuovo con lo stupore della tua innocenza.
Ci emozioneremo come la prima volta che abbiamo aperto i nostri occhi .
Colorerai di azzurro cielo la nostra casa e come la piu’ splendente delle comete illuminerai ogni cosa .
Ci dimenticheremo che fuori fa freddo perché il tuo sorriso accenderà il fuoco dei nostri cuori .
Tra le nostre braccia ti custodiremo come una conchiglia con la sua preziosa perla.
Impareremo da te passo dopo passo a comprendere il vero senso della vita.
Le nostre anime assopite si risveglieranno e si commuoveranno aprendosi all’ amore infinito che ci donerai.
Saremo noi i veri bambini e sarai tu a farci ritrovare il tempo per ogni cosa .
Quando arriverai tu, finirà l’inverno perché sarai tu a portare l’ estate.

Scritto da Elisa Lucchini .
Dedicat al mio nipotino Tommy – 31/01/2017

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Raffaella Romano

POESIA: La mia anima è un giardino segreto
sotto fiori di glicine
che hanno la gravità del mio corpo
d’un animo lucente che pende verso il suolo,
è la solitudine,
questa grande cancellata in ferro,
che mi separa dal resto del mondo.
E tra le siepi lungo questi contorni
mi inchino e mi chino per spiare giusto fuori,
e veder chi non riesce ad entrare.
Sentieri di lunghi passati si intrecciano verso una strada comune
e di giorno in giorno getto un passo come fosse cemento,
per creare un nuovo scalino verso il cielo.
E’ un olmo grande la mia tristezza,
mentre copre d’ombra quest’erba ritta, che mai viene piegata
tra i papaveri rossi della mia passione,
che rimane celata e sola nei suoi neri frutti,
piccole lacrime di polline tra i petali rossi del suo antico fervore.
E’ d’una margherita bianca che si colorano i miei capelli,
mentre ne arriccio una ciocca,
e dai miei occhi nasce rugiada,
che limpida si posa nelle foglie verdi del mio cuore.
Neanche l’autunno riesce a farle volare via,
mentre affrontano le stagioni, che come le persone vanno,
e vengono,
cambiandomi d’improvviso, e che d’improvviso mi riportano sola,
nell’eterna estate del mio segreto giardino.
E’ il mare, quello che da lontano si inchina sotto queste grandi vette,
calme e taglienti,
d’una possente leggiadra maestria che le mantiene alte.
Il suo inchinarsi nel blu mantello svolazzante,
mi porta l’odore di moli a me lontani,
e nella solitudine di questo posto a me caro
mi chiedo, nel silenzio della mia bocca,
ma con la voce fervente della mia mente scossa,
se fuori, là fuori, giardini come i miei esistono ancora,
così invalicabili, così facili da intravedere,
ma così impossibili da attraversare.
Pochi visitatori qua giù,
ho aperto chiedendo di levare le scarpe,
poiché le suole troppo sporche di luoghi a me distanti.
Ho chiesto di camminare scalzi tra i cespugli delle rose,
ma pochi hanno goduto dei fiori,
e tanti altri hanno temuto le spine.
Ed ora, che son sola ancora,
sotto questo pino d’immemore saggezza,
che tutto ha visto sotto la sua corteccia ruvida,
siedo.
Scorgendo parti selvatiche che ancora non ho avuto coraggio di spogliare,
mentre io, già nuda qui,
attendo che qualcuno mi vesta d’un amore umile.
E’ l’umiltà, l’eroismo delle anime. – 31/01/2017

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Carlo Di vita

POESIA: Stop.
Vivono e sentono,li vedo e li sento.
Uomo e tu donna guerra continua.
A gienti chi Parra e Sparra stu muvimientu.
Frasi che volano nel nulla, tristezza comune.
Noi tutti dietro ha una croce santi e falsi e deteriorati.
Viviamo con il pianto e nascondiamo il tutto con l’immagine d’un santo.
Più croci primeggiano più e misterioso colui che la detiene.
Dietro ad un’Angelo si trapela l’essere in incognito ed ombroso.
L’ Aria e la vita si uniscono nella più totale trasparenza, e mai nel nulla di cosi ombroso e misterioso nell’ essere umano. Chi vive nel piacere della guerra sara e resterà solo un suono il resto e nulla.
Pietra D’angolo
Stop. – 31/01/2017

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Carlo Giulio Pezzi

POESIA: Planata silenziosa

Se qualcuno spezzerà le grandi ali

di un gabbiano che vola nell’infinito

chi potrà mai dirgli un giorno

che quello sarà il suo ultimo volo?

Chi potrà mai rivelargli che il sole

ancora alto e fiammeggiante nel cielo

dovrà tristemente eclissarsi?

Nessuno potrà mai confidargli

di avere già visto l’ombra del sole

inabissarsi dietro l’orizzonte marino

e lacrimare una pioggia di scaglie dorate

sugli ultimi riflessi di onde silenziose.

Nessuno potrà mai spiegargli perché

quelle onde sospingevano alla deriva

il corpo di un fragile uccello

dalle bianche ali dispiegate.
– 31/01/2017

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